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domenica, 05 luglio 2009

IL RISOLINO SARDONICO DEL VECCHIO VLAD

Vladimir NabokovQuando si dice le coincidenze!
Proprio questa mattina, ho trovato sul Corriere della Sera on line un articolo di Alessandro Piperno intitolato Il risolino di Nabokov che umilia gli scrittori.

L'articolo mi ha divertita tanto  che  lo cito/segnalo qui, anche a costo di beccarmi l'accusa di essere monocorde e ripetitiva...

"Quando scrivi di Nabokov ti senti a disagio. Come il fan che molesta la popstar preferita per un autografo e viene da questi scacciato con malagrazia. «La cosa che più mi piace di me stesso è che non mi sono mai lasciato intimorire dalla scemenza e dalla virulenza di un critico» dice Nabokov con orgoglio, ignorando forse che se c'è un intimidatore, beh quello è lui! Non credo esista altro scrittore che eserciti sul lettore un così vivo spavento"


>>> Il testo integrale dell'articolo <<<
postato da: gabrilu alle ore 11:40 | link | commenti (1)
categorie: leggere e scrivere, vladimir nabokov
sabato, 04 luglio 2009

VLADIMIR NABOKOV - SEBREGONDI e PORFIRI (a cura di)

Vladimir Nabokov
Maria SEBREGONDI e Elisabetta PORFIRI (A cura di) Vladimir Nabokov, p.384, Riga 16, Marcos y Marcos, 1999, ISBN-10: 8871682092 ISBN-13: 9788871682099

Oggi voglio segnalare un volume che venne realizzato nel 1999 per celebrare il centenario della nascita di Vladimir Nabokov, allora ancora molto poco letto, in Italia.

Si legge infatti nell'Editoriale di presentazione:
"Esiste sì uno "scandalo Nabokov" --- e non è certo quello della "ninfetta" [...] il vero "scandalo Nabokov", in Italia, è che lo hanno davvero letto in pochissimi"
Anche se non recentissimo, trovo che il libro sia ancora molto valido perchè fornisce un ottimo contributo per una introduzione ma soprattutto per l' approfondimento delle opere di Nabokov.

Si tratta di una antologia di testi molto diversi tra loro: testi dello stesso Nabokov, saggi critici ed articoli scritti da autori sia italiani che stranieri, interviste ed incontri con Nabokov, Véra, il figlio Dmitri.

La lista completa dei contributi presenti nel volume si può leggere >>> qui.

Gli appassionati di Nabokov  troveranno in questa antologia mille interessanti spunti di riflessione.
 A chi ancora non conosce Nabokov, o conosce solo il Nabokov di "Lolita" forse questo libro può far venir voglia di approfondire la conoscenza di questo straordinario autore.
Almeno, io me lo auguro.

Ce n'è per tutti i gusti; l'opera di Nabokov viene esplorata dalle angolazioni più varie. Posso fare qualche esempio per quanto riguarda i testi che ho letto con maggiore interesse ed anche divertimento.

  • La lunga conversazione romana di Alberto Arbasino con Vladimir e Véra incontrati a Roma all'epoca dell'esplosione del "caso Lolita".

    Il testo di Arbasino si apre con la descrizione di Nabokov come "un anziano signore d'aspetto delizioso, grigio e ben vestito di grigio, somigliante in viso ad un Palazzeschi riposato e altero" e si chiude con Nabokov che, ad Arbasino che gli chiede "Ma insomma, cos'è Lolita, in realtà?" Risponde: "Che domande... che domande... inutili. Sarebbe meglio rilassarsi, di fronte a quel libro che è soltanto una storia, e non cercarvi un messaggio che non c'è... La morale del libro è il libro stesso. Volete spiegarvi la sua morale? Leggetelo!"

  • Il lungo articolo/saggio di Mary McCarthy su "Fuoco pallido"

  • Giorgio Manganelli, che definisce Nabokov "letterato sottile e di onesta malizia, mistificatore leale, amante delle situazioni estreme e rovinose, ma riluttante al tragico esplicito".

    Nel suo testo, intitolato "La scacchiera di Nabokov"  e comparso poi nel volume "La letteratura come menzogna" Manganelli si sofferma su due romanzi: "La vera vita di Sebastian Knight" ed "Invito a una decapitazione"

  • George Steiner ("Extraterritoriale") che scrivendo del multilinguismo di Nabokov non esita a sostenere che  " questa matrice multilingue è il fattore determinante nella vita e nell'arte di Nabokov" e che le passioni per l'entomologia e per gli scacchi "sono paralleli metalinguistici della sua ossessione principale".

  • C'è poi Gilles Barbedette (il curatore francese delle opere di Nabokov per la Bibliothèque de la Pléiade) che esamina a fondo la sua vocazione parodistica: "Nabokov [...] ha fatto del romanzo parodistico il suo vero campo di battaglia"

    ... e potrei continuare a lungo (Pietro Citati, Brian Boyd, Dmitri Nabokov, Stefano Bartezzaghi...), ma davvero tutti i testi meritano di esser letti, magari non tutti di seguito, ma è bello avere a portata di mano un volume come questo, da piluccare e sfogliare.

     Magari tra la lettura di un romanzo di Nabokov ed un altro.


  • Il libro >>
  • postato da: gabrilu alle ore 12:06 | link | commenti (1)
    categorie: libri, vladimir nabokov
    mercoledì, 01 luglio 2009

    PINA



    >>> Le  Sacre du Printemps <<<
    Tra le coreografie    di Pina Bausch, una delle mie preferite
     
    >>> Cafè Muller <<<
    Straordinario. La musica è di Purcell.

    >>> Barbe Bleue  <<<

    Un estratto da uno spettacolo del 1977
    La musica è quella di Béla Bártok.
    Sì, proprio lui.
    Tutto bello,  ma per me, diventa strepitoso a partire  dall' 1.57


    Una delle cose che da sempre più mi è piaciuta della compagnia della Bausch è che le sue ballerine (e i suoi ballerini) non sono mai  scheletri ambulanti.

    Sono tutte/i molto corpose/i, hanno cosce, muscoli, gambe e insomma hanno tutto quello che serve per essere esseri umani che danzano per esprimersi.

    La fisicità, negli spettacoli della Bausch, era un qualcosa che veniva  valorizzato, non sublimato o negato.

    Lo so  che sembra strano, eh, se poi guardiamo lei...
    martedì, 30 giugno 2009

    LA LETTERATURA AI TEMPI DEL COMMERCIO

    George Gissing

    George Gissing

    Può il romanzo di un autore vittoriano, scritto in pieno '800, con una struttura molto "classica", rivelarsi straordinariamente moderno ed attuale nei suoi contenuti?

    New Grub Street di George Gissing, che ho terminato di leggere giusto ieri, mostra che è possibile.

    Ho scoperto questo autore grazie a George Orwell, che su Gissing scrisse un lungo articolo in cui parla di lui dicendo "L'Inghilterra ha prodotto pochi romanzieri migliori di Gissing" e a Giuseppe Tomasi di Lampedusa che, grande appassionato e conoscitore di letteratura inglese, di Gissing pensava: "Scrisse molto, e non ho letto tutto, ed ho avuto torto"

    Nodo centrale del romanzo è il lavoro intellettuale e la sua mercificazione.

    Il libro di Gissing (autore del quale io fino a qualche settimana fa sconoscevo persino l'esistenza) è molto bello, appassionante e di piacevolissima lettura. Pieno di personaggi e con un intreccio ben costruito e merita che se ne parli in modo più strutturato di come sto facendo adesso.

    Quello che mi ha soprattutto colpita del romanzo di Gissing è la straordinaria attualità dei contenuti che riguardano il senso della letteratura e le diverse motivazioni che spingono un autore a scrivere.

    Molti passaggi ed intere pagine anticipano di circa un secolo molto dei dibattiti e delle diatribe che ogni giorno ci accade di leggere in molti blog letterari o nei dibattiti sulle pagine culturali di riviste e quotidiani.

    Ne cito qui a titolo di esempio sono qualcuno, sperando possano rendere un'idea.
    "...Al giorno d'oggi, la letteratura è una professione. Lasciando da parte i geni, che conquistano la fama per semplice forza cosmica, il letterato di successo è un abile mercante. Pensa soprattutto e in primo luogo al mercato; quando un genere di merce comincia non vendere tanto più bene, è pronto con qualcosa di nuovo e appetitoso"
    "Per una carriera letteraria, il denaro sta diventando sempre più importante, soprattutto perchè significa avere degli amici. Di tanto in tanto, un uomo fortunato ha ancora successo grazie all'onesta perseveranza, ma le probabilità sono nulle per chiunque non sia in grado di sfruttare conoscenze influenti: le sue opere finiscono semplicemente con l'essere messe in ombra da quelle di chi ha maggiori possibilità"
    "Le persone non hanno successo nell'attività letteraria per poi essere ammessi in società, ma si fanno ammettere in società per avere successo nel mondo letterario"
    "L'arte deve essere praticata come un commercio e, comunque, così stanno le cose al giorno d'oggi. Questa è l'epoca del commercio"
    "Vorrei che il giornale si rivolgesse a chi possiede solo un quarto di cultura, vale a dire la nuova, grande generazione che esce dalle scuole primarie municipali, i giovanotti e le fanciulle che sanno appena leggere [...]. Queste persone vogliono qualcosa per tenersi occupate in treno, sulla diligenza e sul tram [...]. Perfino le chiacchiere sono troppo sostanziose per loro: vogliono il pettegolezzo" [...]


  • L'autore >>
  • La scheda del libro >>
  • Su GoogleLibri è possibile sfogliare e leggere il primo capitolo del romanzo nella traduzione italiana e l'introduzione di Benedetta Bini >>
  • Su GoogleBooks è possibile leggere il romanzo per intero, nell'originale inglese >>
  • L'articolo di George Orwell su Gissing >>
  • postato da: gabrilu alle ore 13:24 | link | commenti (7)
    categorie: citazioni, libri, leggere e scrivere
    domenica, 28 giugno 2009

    A ME PIACE RICORDARLO COSI'

    Michale Jackson

    Michael Jackson è morto, e spero che finalmente trovi un po' di pace, chè in vita non credo ne abbia avuta molta.

    Qui tra i vivi, è già all'opera lo sciacallaggio. Ovviamente a nessuno  frega alcunchè  di sapere com'è morto.

    Tutto  l'ambaradan di questi giorni ruota attorno a questioni di money, eredità e debiti.

     Non fregava nulla a nessuno sapere come Michael  viveva, finchè funzionava da macchina da soldi. Chissà perchè, a questo punto  mi viene  sempre in mente suo padre.
     Già.
    Chissà perchè  il padre di Michael  è uno tra quelli del suo  entourage  che mi verrebbe voglia di  prendere  a legnate.
    Con tutto il rispetto, eh. 

    Michael Jackson è stato un grande artista pop, un uomo molto infelice e secondo me anche molto malato. Per lui ho provato sempre grande ammirazione (per l'artista) e grande pietà (per l'uomo-ragazzo).

    Grande rabbia per chi questo ragazzo malato ha sempre e solo saputo sfruttare, e mai aiutare.

    Anyway.

    A me piace ricordare Michael Jackson con questo video, uno dei suoi che preferisco.




    "Smooth criminal" (1988)

    Un'altra versione (molto più bella, decisamente splendida, ma purtroppo "embedded disabled") >>> qui.

    Prego notare l'esecuzione di un certo passo, che Michael Jackson inventò e brevettò.



    Michael Jackson

    Un passo che permette di inclinare il proprio corpo senza perdere l'equilibrio. (... ma qui andremmo troppo sul tecnico, eh)

    ...E questo è il film cui il brano di Michael si è ispirato:

    Trattasi di "Band wagon" (1953) di Vincent Minnelli (scheda imdb >>> qui.)

    "Loro" sono Fred Astaire e Cyd Charisse.



    ...Do' ovviamente per scontato, a proposito di Michael Jackson, sia inutile parlare ancora di quella meraviglia che fu >>>> Thriller <<<< . Per me la parte bella di Thriller parte dal 4.46.

    Così come mi sembra formidabile, in Smooth Criminal,  la seconda parte dal 5.30-5.32 in poi, in cui si fa il verso (affettuoso, chè Michael apprezzava molto il musical americano d'autore)   all' incipit di West Side Story di Bernstein.

    Opinioni personali, eh.


  • "Il ballo e quei passi unici. Meglio di Nureyev"  di Germaine Greer    >>>
  •  Marcel Marceau, Michael Jackson ed il Moonwalking...  >>>
  • postato da: gabrilu alle ore 19:00 | link | commenti (10)
    categorie: musica, presi dalla rete, attualita e storia
    giovedì, 25 giugno 2009

    A TORTO O A RAGIONE - ISTVÁN SZABÓ (2002)

    Harvey Keitel Stellan Skarsgard

    Stellan Skarsgård (Wilhelm Furtwängler) ed Harvey Keitel (Maggiore Steve Arnold)

    Con A torto o a ragione del 2002 il regista ungherese István Szabó riprende una volta ancora il tema del rapporto tra arte e politica e della responsabilità etica dell'artista.

    Dopo l'attore tedesco Hofgen interpretato da Karl Maria Brandauer, protagonista del film Mephisto del 1981 del quale ho parlato >>> qui, con questo A torto o a ragione presentato al Festival di Berlino del 2002 come "evento speciale" è il turno di Wilhelm Furtwängler, il famoso direttore d'orchestra --- sempre tedesco --- che nella Germania nazista degli anni '30 e '40 fu molto amato da Hitler.

    Anche in questo caso dunque il personaggio del protagonista è realmente esistito ed anche in questo caso la fonte è letteraria: narrativa per Mephisto (che era tratto da un celebre romanzo di Klaus Mann) e teatrale per A torto o a ragione, tratto dalla pièce Taking sides di Ronald Harwood (che è anche lo sceneggiatore del film), andata in scena a Londra nel 1995 con la regia di Harold Pinter.

    M'è venuta fuori --- mi sono resa conto --- una cosina un po' troppo lunghetta.

    Ma, come al solito, mi consolo pensando che nessuno è obbligato a leggerlo, quello che scrivo.


    I titoli di testa  scorrono sulle note della Quinta Sinfonia di Beethoven. 
    postato da: gabrilu alle ore 17:03 | link | commenti (4)
    categorie: cinema, germania, arte e spettacolo
    venerdì, 19 giugno 2009

    DISPERAZIONE - VLADIMIR NABOKOV

    Vladimir Nabokov Disperazione
    Vladimir NABOKOV, Disperazione (tit. orig. inglese Despair), traduz. Davide Tortorella, p.226, Adelphi, Collana Biblioteca Adelphi, 2006, ISBN 9788845920943

    La storia ci viene raccontata in prima persona da uno strano personaggio che si chiama Hermann Hermann (come l'eroe di Lolita si chiamerà Humbert Humbert), incredibilmente infatuato della propria persona, parecchio stravagante ("furfante nevrotico" lo definisce Nabokov nella prefazione) e... profondamente ridicolo.

    Hermann è un russo di ascendenza tedesca, vive a Berlino, si occupa di una azienda di cioccolato (che va piuttosto male), è sposato con Lydia, una emigrata russa carina, non molto intelligente (secondo Hermann) ma che ha il grandissimo merito, ai suoi occhi, di essere totalmente acquiescente e disponibile rispetto qualunque cosa Hermann le dica di fare o non fare.

    Nel maggio del 1930 Hermann si reca a Praga per affari ed è nella città di Kafka che, nel corso di una passeggiata sulle colline, incontra un barbone di nome Felix ("Felix, il felice") in cui egli ravvisa stupefatto le sue identiche fattezze.

    Felix è, insomma, il suo sosia: lui e Felix sono "due, ma con una faccia sola".
    postato da: gabrilu alle ore 20:20 | link | commenti (8)
    categorie: libri, vladimir nabokov
    lunedì, 15 giugno 2009

    COSA MANGIANO GLI EROI LETTERARI?

    Vladimir Nabokov Despair

    "Non c'è scrittore che non nutra il sogno di trasformare chi legge in uno spettatore; c'è mai riuscito qualcuno? I pallidi organismi degli eroi letterari, alimentati sotto il vigile occhio dell'autore, crescono per gradi con la linfa vitale del lettore; perciò la genialità di uno scrittore consiste nel conferire loro la capacità di adattarsi a questo cibo -- non molto appetitoso -- e di crescere robusti grazie ad esso, talvolta per secoli"

    Vladimir Nabokov, Disperazione


    In alto, la copertina di una edizione inglese di Despair

    P.S. Se qualcuno dei miei Happy Few avesse in questi ultimi mesi pensato che io con Nabokov ho smesso, o che di lui mi sono stufata, o che (c'è un sacco di gente che raggggiona così) "tanto ormai l'ho letto".... beh, se avesse pensato questo pensiero,  si affrettasse a toglierselo  presto dalla capa, 'sto pensiero.

    Non abbandono mai gli autori che amo.
    domenica, 14 giugno 2009

    SVICOLANDO

    Un vicolo di Cefalù

    Me ne sono andata una settimana a mare, a Cefalù

    Una settimana e forse più senza computer, senza connessione, senza cavi, senza cercare un Internet Point e svicolando in un vicolo come quello che ho fotografato qui sopra quando per caso mi capitava di vederne uno nelle strade principali (ormai, un Internet Point lo si trova ovunque...)

    Il tutto è stato estremamente salutare.

    Ho letto  tre libri uno più tosto dell'altro dei quali può darsi parlerò qui.

    Sono persino   riuscita  (anche se con fatica) a non stramazzare  per lo sconforto nell'apprendere i risultati elettorali, e mi riferisco non solo all'Italia ma a tutta l'Europa, che mi sembra si colori sempre più di un bruno funesto.

    Anyway.
    Chiudo  questo post con  un mio  self portrait cefaludense.
    E' bene, di questi tempi, cercar di mantenere i piedi per terra.
    Sperando che un cavo MT non si trasformi --- com'è, come  non è --- in un  cavo AT.
    ...Perchè ci siamo  vicini, io credo.

    Anyway
      

    gabrilu  a Cefalù
    postato da: gabrilu alle ore 21:43 | link | commenti (17)
    categorie: viaggi, cose varie
    lunedì, 01 giugno 2009

    I DONI DELLA VITA - IRÈNE NÉMIROVSKY

    I doni della vita
    Irène NÉMIROVSKY, I doni della vita (tit. orig. Les Biens de ce monde), traduz. Laura Frausin Guarino, p. 232, Adelphi, Collana Biblioteca Adelphi, 2009, ISBN 9788845923616

    Per me, che i libri di Irène Némirovsky li leggo oggi, è difficile se non impossibile non tener conto, durante la lettura, del momento storico in cui essi furono scritti e del tragico destino personale dell'autrice.

    Questo I doni della vita, ad esempio, venne scritto negli anni della seconda guerra mondiale quando la furia antisemita era al suo culmine e la Némirovsky, ebrea che viveva in Francia sin da bambina ma cui la Francia non aveva mai concesso la cittadinanza dovette accettare di pubblicare il suo scritto sul giornale di destra Gringoire, dove uscì a puntate tra aprile e giugno del 1941.

    Irène ed il marito (anche lui ebreo), con due bambine piccole da mantenere, avevano un disperato bisogno di soldi.

    Irène Némirovsky non poteva più firmare con il suo nome, perciò il romanzo venne pubblicato con la dicitura "romanzo inedito di una giovane donna" e solo nel 1947, cinque anni dopo la deportazione di Irène ad Auschwitz dove, già malata di asma, era morta di tifo, venne pubblicato in volume. 
    postato da: gabrilu alle ore 12:27 | link | commenti (9)
    categorie: libri, francia
    giovedì, 28 maggio 2009

    BREVIARIO DEI POLITICI

    Luigi XIV Rossellini

    Mi è capitato proprio in questi giorni tra le mani un libriccino dal titolo "Breviario dei politici secondo il Cardinale Mazzarino" con una bella introduzione del grande francesista   (e da me amatissimo) Giovanni Macchia.
    Per la precisione, il titolo esatto del librino è

    EPILOGO DE' DOGMI POLITICI
    secondo i dettami rimastine
    dal Cardinal Mazzarino
    Dal Latino nell'Italiano idioma
    trasportati ultimamente

    Il Cardinal Mazzarino (o Mazarino), dopo essersi arricchito in vita, essere diventato l'uomo più potente di Francia, averne fatte di tutti i colori, esser stato (si dice) l'amante di Anna d'Austria morì però rimpianto ed assistito sul letto di morte da colui che sarebbe diventato il Re Sole e che lo stesso Mazzarino aveva contribuito ad educare per diventar tale.

    Per inciso: fece anche di tutto per favorire le sue graziose giovani nipotine Geronima e Laura Margherita Mancini riuscendo a farle maritare con eccellenti partiti, eredi di famiglie tra le più antiche ed aristocratiche di Francia.

     Rendiamoci conto: a quei tempi non era possibile favorire nipotine e/o avvenenti fanciulle in altro modo, assegnando loro -- chessò, tanto per dirne una --- un Ministero o almeno un seggio in Parlamento.

    ... Dunque me ne stavo tranquilla con in una mano questo Breviario spulciando qua e là massime del tipo :

    "Chi loda le sue cose in altrui presenza invita gli uditori a dimandargliene"

    "Bisogna nell'encomiare, o biasimare altrui, non isfogar in troppe esaggerazioni; ma darne il tuo giudizio secondochè richiede la materia; per non rendersi cola troppa veemenza e calore, odioso"

    "Leggi o non bisogna pubblicarne affatto, o rarissime"

    "Non profferir mai parola disdicevole; poco meno lasciati indurre a qualche atto indecente, ancorchè naturale, e non già malizioso, perchè costoro vengono scherniti dagli altri".


    Mazzarino non fu certo uno stinco di santo,  mi dicevo.

    Stinco di santo   certamente      fu  nemmeno  (figuriamoci!)  Luigi XIV.

     Di fronte   però a personaggi di quella statura politica    m'è venuto di pensare  a certi politici nostrani ed in particolare a "quelo", che si crede Napoleone e Luigi XIV insieme ed allora...  e chissà perchè  m'ha preso  un attacco  di  scoramento.

  • Il il Breviario del Cardinal Mazzarino si può scaricare e leggere >> qui
  • Chi invece preferisse il volume tradizionale (io, confesso, sono tra questi) lo può trovare >> qui


  • Nell'immagine in alto, Jean Marie Patte (Luigi XIV) e Giulio Cesare Silvagni (Mazzarino) nel film di Roberto Rossellini del 1966  La presa del potere da parte di Luigi XIV   del quale avevo parlato >> qui
    postato da: gabrilu alle ore 13:19 | link | commenti (7)
    categorie: libri, francia, attualita e storia
    lunedì, 25 maggio 2009

    IL SUDDITO - HEINRICH MANN

    Heinrich Mann Il suddito
    Heinrich MANN, Il suddito (tit.orig. Der Untertan), traduz. di Clara Bovero, Prefazione di Luigi Forte, Revisione di Fabrizio Cicoria, p. 530, UTET Collana Letteratura Linguistica, 2009, ISBN 9788802080932

    Heinrich Mann, fratello maggiore  di Thomas, nato a Lubecca nel 1871, autore di importanti romanzi tra i quali Professor Unrat (da cui venne tratto il celeberrimo film L'angelo azzurro interpretato da Marlene Dietrich), La piccola città e morto esule in America, dove si era rifugiato all'avvento del nazismo per sfuggire alle persecuzioni hitleriane scrisse Il suddito tra il 1912 e il 1914.

    La vicenda del libro fu molto travagliata perchè nel 1914 la guerra era alle porte e l'editore decise di bloccarne la pubblicazione. Il romanzo venne poi dato finalmente alle stampe soltanto nel 1918.

    Il suddito, tagliente parodia del servilismo nei confronti del potere da parte del cittadino medio, splendido ritratto del grigiore borghese pronto a trasformarsi in ottusità, pochezza culturale e odio nei confronti dell'"altro" è oggi di nuovo in libreria grazie a Utet.

    Operazione editoriale meritoria, perchè Il suddito è un libro importante ed attualissimo. 
    postato da: gabrilu alle ore 09:39 | link | commenti
    categorie: libri, cinema, germania
    sabato, 23 maggio 2009

    LA BESTIA UMANA - FRITZ LANG (1954)

    Glenn Ford


    Quando un film è tratto da un romanzo, mi interessa vedere come un regista "legge", "interpreta" il testo narrativo al quale si ispira.

    La cosa diventa ancora più interessante quando i film che fanno riferimento ad un romanzo famoso sono più di uno e quando ci si trova davanti all'opera di grandi registi che per storia personale, stile di direzione, radici culturali sono molto diversi tra loro.

    E' per questo motivo che torno a parlare del romanzo di Émile Zola La bête humaine: da esso, oltre al bellissimo film di Jean Renoir del 1938 che nell'originale francese manteneva lo stesso titolo del romanzo e del quale ho già parlato >>> qui venne tratto nel 1954 un altro film diretto, questa volta, dal grande regista tedesco Fritz Lang (Metropolis, M il mostro di Düsseldorf, Il testamento del dottor Mabuse...) . 
    postato da: gabrilu alle ore 21:05 | link | commenti (3)
    categorie: libri, cinema
    martedì, 19 maggio 2009

    HAMMERSTEIN, O DELL'OSTINAZIONE - HANS MAGNUS ENZENSBERGER

    Hammerstein o dell'ostinazione
    Hans Magnus ENZENSBERGER, Hammerstein, o dell'ostinazione (tit. orig. Hammerstein oder Der Eigensinn), traduz. di Valentina Tortelli, pag. 247, Einaudi

    "La paura non è un'ideologia", è la citazione che Enzensberger sceglie come epigrafe del suo libro il cui sottotitolo è "Una storia tedesca".

    La frase   è di Kurt von Hammerstein, l'ultimo capo di stato maggiore dell'esercito tedesco in carica prima della presa del potere da parte di Hitler.

    Primo libro che leggo di questo scrittore tedesco -- filosofo, saggista, poeta, editore e romanziere -- Hammerstein, o dell'ostinazione esplora l'universo di questo aristocratico e mi ha fatto scoprire una famiglia davvero sorprendente, i cui membri furono tutti impegnati in politica tra Komintern e resistenza militare tedesca.

    Hans Magnus Enzensberger racconta infatti la storia di un uomo e della sua numerosa famiglia prendendola come paradigma della travagliata storia della Germania tra le due guerre e nell'immediato dopoguerra.
    postato da: gabrilu alle ore 16:08 | link | commenti (9)
    categorie: libri, germania
    venerdì, 15 maggio 2009

    MAPPA LETTERARIA DI PALERMO

    Mappa letteraria di Palermo
    (Clic sull'immagine per vedere bene la mappa)

    La Biblioteca Comunale di Palermo ha recentemente messo in rete un sito web che trovo originale, utile e con notevoli potenzialità di sviluppo. 
    postato da: gabrilu alle ore 12:16 | link | commenti (7)
    categorie: libri, sicilia, presi dalla rete